Statuto

statutoStatuto della associazione “APILOMBARDIA”

PARTE PRIMA

Art. 1 - Denominazione e sede
E' costituita l’Associazione denominata: ” APILOMBARDIA”
Essa ha sede legale a Voghera (PV) in via Emilia 74. Con delibera del Consiglio Direttivo potrà
essere trasferita la sede sociale e potranno essere istituite, trasferite e soppresse sedi secondarie,
delegazioni, uffici periferici e simili in altre località della Lombardia.


In seguito si farà riferimento ad essa indicandola brevemente con il termine Associazione.
Art. 2 - Durata
La durata dell'Associazione è a tempo indeterminato.
Art. 3 - Scopi e Finalità
L’Associazione, che non ha fini di lucro, svolge ed esaurisce la propria attività nel territorio della
Regione Lombardia e, nel rispetto della sua natura, intende promuovere, diffondere, tutelare e
valorizzare, l’apicoltura lombarda e le sue produzioni.
Nello specifico l’Associazione si propone:
1.
di rappresentare gli interessi degli apicoltori lombardi ed in particolare dei Soci nei rapporti
con le istituzioni e le amministrazioni, con le organizzazioni economiche, politiche, sindacali
e sociali regionali, nazionali, comunitarie ed internazionali, di fronte a chi dimostri interesse
per l’apicoltura, sia Enti privati sia pubblici;
di favorire la diffusione fra i Soci di informazioni riguardanti nuove tecnologie, nuove
2.
modalità gestionali della produzione e di difesa sanitaria degli allevamenti apistici, ed in
genere ogni informazione di aggiornamento riguardante l’apicoltura produttiva e amatoriale;
3.
di promuovere, valorizzare e tutelare i prodotti dell’alveare, anche attraverso la cura di
specifici interventi di promozione e divulgazione rivolti al consumatore finale;
4.
di promuovere, sollecitare e coordinare l’attività di ricerca scientifica in apicoltura;
5.
di agevolare ogni iniziativa che favorisca una positiva e attiva collaborazione tra imprenditori
apistici e apicoltori amatoriali.
6.
di curare la divulgazione presso il consumatore delle informazioni attinenti le qualità, i pregi,
e le caratteristiche dei prodotti dell’alveare;
7.
ricercare e promuovere la collaborazione e l’intesa con altre organizzazioni aventi finalità
analoghe a quelle dell’ Associazione e partecipare ed organismi con esse costituiti sotto
qualsiasi forma giuridica.
Per il raggiungimento degli obiettivi statutari l’Associazione si propone di:
1.
ideare, promuovere, organizzare eventi quali: seminari, incontri, mostre, conferenze,
workshop, lezioni, laboratori, proiezioni, attività editoriali, corsi di formazione e ogni altra
iniziativa atta a diffondere la promozione, tutela e valorizzazione della apicoltura e dei suoi
prodotti;


2.
svolgere attività di assistenza tecnica nei confronti degli apicoltori lombardi;
3. partecipare, in rappresentanza dei propri associati, agli organismi di direzione e gestione di
impianti ed enti pubblici operanti nel campo della trasformazione e del miglioramento e della
valorizzazione delle produzioni apistiche;
4. promuovere e realizzare direttamente, o in collaborazione con altri, iniziative di formazione ed
aggiornamento professionale per un corretto e sostenibile impiego della tecniche di
allevamento e di lavorazione dei prodotti dell’apicoltura;
5.
promuovere ed attuare anche direttamente, iniziative nel campo della ricerca e della
sperimentazione finalizzate alla difesa, valorizzazione e miglioramento genetico del
patrimonio apistico , in collaborazione con Enti ed Istituti pubblici e privati;
6.
instaurare collaborazioni con soggetti pubblici e privati. A tal proposito potranno essere
stabilite convenzioni con: regioni, province, comuni, associazioni, ONLUS, ONG, fondazioni,
enti provinciali, regionali, nazionali ed internazionali, laboratori, scuole, università, enti di
ricerca, aziende private fornitrici di beni materiali ed immateriali, cooperative, consorzi e tutti
quei soggetti pubblici e privati che saranno ritenuti determinanti per il raggiungimento degli
scopi;
7.
aderire ad organizzazioni di carattere nazionale e/o internazionale che si ritiene possano
meglio rappresentare gli interessi dell’Associazione;
8.
In via sussidiaria e non prevalente l’Associazione potrà svolgere anche attività commerciali
finalizzate al raggiungimento degli scopi sociali.
L’Associazione, potrà realizzare la propria attività in forma diretta e/o in collaborazione con altri
Enti od Organismi pubblici e privati e potrà anche partecipare ad altri Organismi aventi oggetto
affine o connesso al proprio. In particolare l’Associazione, per la gestione operativa della propria
attività, potrà avvalersi della collaborazione delle Associazioni di apicoltori già esistenti ed operanti
in ambito locale.
Art. 4 - I Soci
Il numero di soci è illimitato. Possono essere soci dell'Associazione gli apicoltori, persone fisiche o
giuridiche, residenti o con sede legale in Lombardia, che si riconoscono nelle finalità
dell'Associazione ed accettano i contenuti dello Statuto.
I Soci devono accettare integralmente le norme statutarie e regolamentari dell'Associazione e sono
tenuti al pagamento di una quota associativa annuale, i cui importi sono fissati annualmente dal
Consiglio Direttivo.
Con l’adesione all’Associazione i Soci s’impegnano a non aderire ad altre organizzazioni di
apicoltori di livello regionale alle quali la Regione Lombardia riconosca il potere di rappresentanza
del comparto apistico.
Tutti i Soci hanno diritto di voto per l'approvazione del bilancio, le modifiche statutarie e dei
regolamenti interni e partecipano all'elettorato attivo e passivo per la nomina del Consiglio
Direttivo.
Le persone giuridiche fanno parte dell'Associazione tramite il loro legale rappresentante oppure un
delegato. Il delegato non deve risultare socio dell'Associazione a titolo individuale.
I soci, in regola con il pagamento della quota associativa, hanno diritto di partecipare all'Assemblea
personalmente o facendosi rappresentare da altro socio purché munito di delega scritta e di usufruire
di tutti i servizi gratuitamente offerti dall'Associazione.
A copertura dei costi di particolari iniziative programmate e promosse dall'Associazione, potranno
essere richieste quote di autofinanziamento straordinarie unicamente ai Soci interessati ad esse.
Le quote versate dai Soci sono intrasmissibili e non sono soggette a rivalutazioni.
Art. 5 - Ammissione, esclusione e recesso dei soci
L'ammissione di un nuovo socio è deliberata dal Consiglio Direttivo a seguito di domanda
dell'interessato.
La domanda sarà indirizzata al Presidente e deve indicare, oltre all’accettazione dello Statuto, dei
regolamenti attuativi e degli organi di rappresentanza sociali, i seguenti dati:
1. Cognome, nome, luogo e data di nascita, domicilio, Partita Iva (se presente) e codice
fiscale;
2. Il numero e l'ubicazione degli alveari allevati
Nel caso di richiesta di adesione all’Associazione da parte di figure giuridiche, la domanda, oltre
all’accettazione dello Statuto, dei regolamenti attuativi e degli organi di rappresentanza sociali,deve
contenere:
La ragione sociale o la denominazione e la sede dell’organizzazione;
La qualifica della persona che sottoscrive la domanda;
La delibera dell’organo competente che autorizza la presentazione della domanda e la
sottoscrizione delle obbligazioni conseguenti al suo accoglimento;
L’elenco dei soci corredato delle indicazioni richieste per le domande di adesione dei soci
persone fisiche, di cui ai punti 1 e 2 nel precedente elenco del presente articolo
Il rapporto associativo, una volta approvata l'adesione da parte del Consiglio Direttivo, si intende
costituito a tempo indeterminato. L'adesione, pertanto, non può essere disposta per un periodo
temporaneo.
La qualità di socio si perde per esclusione o per recesso quando:
a) Venga meno agli adempimenti degli obblighi derivanti dal presente Statuto e dai
regolamenti e delibere assembleari ad esso connessi.
b) Arrechi in qualunque modo danni morali o materiali all’Associazione.
c) Non adempia, puntualmente, agli impegni assunti a qualunque titolo verso l’Associazione o,
senza giustificati motivi, non contribuisca al raggiungimento degli scopi sociali, ovvero
pregiudichi in qualunque modo l’attività dell’Associazione.
d) Svolga attività contrastanti con gli scopi e gli interessi dell’Associazione.
e) Perda i requisiti previsti per l’ammissione.
f) Non adempia al pagamento della quota associativa annuale entro i quattro mesi successivi
alla chiusura del bilancio d’esercizio.
L’esclusione del Socio è deliberata dalla Assemblea a maggioranza semplice; dovrà essere
comunicata per iscritto al Socio e dovrà contenere le motivazioni dell’esclusione. Diviene efficace
dieci (10) giorni dopo la ricezione della comunicazione.
Entro 30 (trenta) giorni dall’avvenuta ricezione del provvedimento, il Socio può fare opposizione,
qualora ritenga che le motivazioni di esclusione non siano a lui imputabili. L’opposizione non
sospende l’efficacia del provvedimento, la cui esecuzione potrà essere sospesa dal Collegio dei
Probiviri, quale organo preposto alla risoluzione delle controversie fra Soci ed Associazione.
Il Socio escluso decade, dalla data di provvedimento, dall’esercizio dei diritti attivi.
Il recesso è consentito a qualsiasi socio ed in qualsiasi momento con effetto immediato.
Eventuali controversie in merito all'ammissione o all'esclusione di Soci saranno comunque decise
dal Collegio dei Probiviri.
In caso di morte del Socio, l’erede o uno degli eredi potrà subentrare in luogo del Socio defunto
presentando semplice richiesta scritta al Consiglio Direttivo.
In ogni caso il Socio dimissionario, radiato o espulso non ha diritto alla restituzione delle quote
associative e/o contributi versati, né vantare pretese sul patrimonio sociale.

PARTE SECONDA

Art.6 - Organi dell'Associazione
Sono organi dell'Associazione:
1) l'Assemblea Generale dei Soci,
2) il Consiglio Direttivo,
3) il Presidente del Consiglio Direttivo,
4) il Collegio dei Revisori dei Conti
5) il Collegio dei Probiviri.
Art. 7 - L'Assemblea Generale dei Soci
L'Assemblea generale dei soci è l'organo sovrano dell'Associazione.
Essa è presieduta dal Presidente, o in sua assenza dal Vice-Presidente, e in subordine, dal Socio più
anziano di vita associativa (a parità di condizione, prevarrà l'anzianità anagrafica).
Viene convocata in seduta ordinaria dal Presidente del Consiglio Direttivo almeno una volta
all'anno, e in seduta straordinaria ogni volta che il Consiglio Direttivo ne ravvisi la necessità oppure
su richiesta motivata di almeno un decimo dei soci. La richiesta motivata andrà indirizzata al
Presidente del Consiglio Direttivo, accompagnata dalla firma di tutti i richiedenti.
La convocazione dell'Assemblea viene effettuata dal Consiglio Direttivo in persona del Presidente
mediante lettera ai soci, all'ultimo indirizzo conosciuto, con indicazione specifica dell'ora,
dell’ordine del giorno e del luogo di incontro (che può essere anche diverso dalla sede sociale)
almeno 15 (quindici) giorni prima della data fissata per l'adunanza.
L’Assemblea Ordinaria è validamente costituita in prima convocazione se è presente la
maggioranza degli aventi diritto e in seconda convocazione qualunque sia il numero dei presenti.
Le Delibere vengono prese a maggioranza dei presenti.
L'Assemblea Ordinaria dei Soci:
a) discute ed approva il bilancio preventivo presentato dal Consiglio Direttivo sulle attività da
svolgere;
b) discute ed approva il bilancio consuntivo del Consiglio Direttivo sull'attività svolta;
c) elegge i membri del Consiglio Direttivo ed i membri del Collegio dei Probiviri;
d) fissa gli indirizzi dell'attività dell'Associazione;
e) approva i regolamenti interni;
f) delibera su ogni altro argomento e questione previsti dall'ordine del giorno.
Nelle assemblee ogni Socio in regola con il pagamento della quota associativa ha diritto ad un voto
e può rappresentare, per delega scritta, un numero massimo di 5 (cinque) soci con diritto di voto.
Le votazioni possono avvenire per alzata di mano o, su richiesta, a scrutinio segreto.
L'Assemblea Straordinaria dei Soci delibera in merito alle variazioni statutarie ed allo scioglimento
dell'Associazione.
Per la validità dell'Assemblea Straordinaria valgono gli stessi criteri adottati per l'Assemblea
Ordinaria.
Nelle deliberazioni di approvazioni del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità, gli
amministratori non hanno voto.
Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto
favorevole di almeno tre quarti dei Soci
ART. 8 - Assemblee parziali
Se il numero dei Soci iscritti nel Libro Soci è superiore a 500 (cinquecento) l'Assemblea Generale
deve essere preceduta dalle Assemblee Parziali, definite di seguito, ed è costituita dai delegati in
esse eletti.
I delegati che partecipano all'Assemblea Generale devono essere presenti personalmente e non
possono rappresentare altri o da altri essere rappresentati. Quando l'Assemblea Generale è costituita
dai delegati, le modalità di convocazione e le maggioranze previste per la validità delle sedute e
delle deliberazioni, si intendono riferite ai delegati eletti o presenti.
Se il numero totale dei Soci iscritti è inferiore a 500 (cinquecento) il Consiglio Direttivo può
comunque, per esigenze organizzative o territoriali, convocare Assemblee Parziali per la nomina dei
delegati, che saranno, anch'esse disciplinate come segue.
Qualora si verificasse una delle situazioni previste dai commi precedenti, il Consiglio Direttivo, per
ciascuna Assemblea Generale deve provvedere in via preliminare alla convocazione delle
Assemblee Parziali, per la nomina dei delegati che dovranno partecipare all'Assemblea Generale
convocata.
Il Consiglio Direttivo determina l'ambito territoriale dei Soci iscritti aventi diritto a partecipare a
ciascuna Assemblea Parziale, nonché il numero, le date e le sedi di svolgimento delle stesse,
tenendo conto della necessità che fra l'ultima Assemblea Parziale e l'Assemblea Generale
trascorrano almeno 10 (dieci) giorni.
La definizione degli ambiti territoriali di riferimento per le Assemblee Parziali, determinata dal
Consiglio Direttivo, corrisponderà in linea di massima alla ripartizione in province del territorio, ma
potrà subire adattamenti, accorpamenti e/o ulteriori frammentazioni in relazione alla realtà apistica
e alla consistenza associativa nei vari territori.
Le Assemblee Parziali sono convocate dal Presidente del Consiglio Direttivo con avviso da
affiggere nella sede dello stesso e da spedire a mezzo lettera ai Soci interessati a ciascuna
Assemblea Parziale, almeno 15 (quindici) giorni prima della stessa.
Le Assemblee Parziali sono presiedute dal Presidente del Consiglio Direttivo o da un Consigliere
delegato.
L'avviso di convocazione, oltre a recare esplicitamente, quale argomento all'ordine del giorno, la
nomina dei delegati, deve riportare le materie che saranno oggetto dell'Assemblea Generale.
Nel corso delle Assemblee Parziali, vengono eletti dai Soci presenti o rappresentati, i delegati che
devono essere soci e che costituiranno l'Assemblea Generale.
Nell'Assemblea Parziale ciascun Socio in regola con il pagamento della quota associativa ha diritto
ad un voto e può rappresentare, per delega scritta, un numero massimo di 5 (cinque) soci con diritto
di voto.
I Soci, riuniti in Assemblee Parziali, nominano i delegati che andranno a rappresentarli
nell’Assemblea Generale e il cui numero è fissato per ogni Assemblea Parziale in relazione al
numero di alveari regolarmente denunciati dai Soci appartenenti all’ambito territoriale a cui
l’Assemblea Parziale si riferisce.
Il numero dei delegati è fissato in un delegato ogni 800 (ottocento) alveari rappresentati sino ad un
max di 26 (ventisei) delegati per ogni ambito territoriale di riferimento. Tale criterio di
rappresentatività può essere variato su proposta del Consiglio Direttivo e ratifica dell’Assemblea
Generale dei Soci.
Le Assemblee Parziali sono valide in prima convocazione, quando sia presente o rappresentata la
maggioranza dei Soci aventi diritto al voto e, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei
presenti.
Le modalità di votazione, di presentazione delle eventuali liste dei candidati e di nomina dei
delegati, saranno definite dal Regolamento.
I delegati eletti devono far parte degli aventi diritto al voto e restano in carica per tutto l'esercizio e
partecipano a tutte le Assemblee Generali indette nel corso dell'anno per le materie sulle quali
hanno ricevuto delega.
Art. 9 - Il Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo è composto da un minimo di 7 (sette) membri con un massimo di 21
(ventuno) eletti dall’Assemblea Generale fra i propri componenti .
La composizione del Consiglio Direttivo deve rappresentare le diverse realtà territoriali presenti
nella Associazione.
Il Consiglio Direttivo può eleggere al proprio interno un Comitato esecutivo formato da 3 (tre) a 5
(cinque) consiglieri, compresi il Presidente e il Vice-Presidente.
L'Assemblea Generale dei Soci può decidere di aumentare o diminuire il numero dei componenti
del Consiglio Direttivo, da 7 a 21, in base al numero complessivo degli iscritti all'Associazione,
garantendo sempre un numero dispari.
L’elezione del Consiglio Direttivo avviene secondo il Regolamento Elettorale approvato
dall’assemblea.
Il Consiglio Direttivo dura in carica 3 (tre) anni ed i suoi membri sono rieleggibili.
Decade dalla propria carica il consigliere che non partecipa alle riunioni del Consiglio per tre volte
consecutive, senza gravi e giustificati motivi.
Su delibera del Consiglio Direttivo il provvedimento di decadenza sarà notificato al socio
interessato dal Presidente entro 30 giorni dall' ultima delle tre assenze.
In caso di cessazione dei membri del Consiglio Direttivo, gli altri consiglieri provvederanno alla
loro sostituzione mediante cooptazione con altri soci, scelti tra i primi non eletti nell’ultima
elezione, che dureranno in carica fino alla naturale scadenza del Consiglio in carica.
Se viene meno la maggioranza dei consiglieri, quelli rimasti in carica convocano d’urgenza
l’Assemblea perché provveda alla sostituzione dei mancanti.
Il Consiglio viene convocato dal Presidente almeno 3 (tre) volte l'anno, nonché ogni volta che ne
venga fatta motivata richiesta da almeno due terzi dei suoi componenti.
Il Consiglio è convocato dal Presidente senza obbligo di forma, purchè con mezzi idonei, di cui si
abbia prova di ricezione da parte dei destinatari.
La seduta del Consiglio è valida con la presenza di almeno la metà più uno dei suoi membri e
delibera a maggioranza dei presenti.
In caso di parità il voto del Presidente è da considerarsi prevalente.
Di ogni riunione viene redatto apposito verbale, a cura del Segretario.
Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno un Presidente e un Vice Presidente e fissa le
responsabilità degli altri soci in ordine all'attività svolta dall'Associazione per il conseguimento dei
propri fini statutari.
Art. 10 - Funzioni del Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione.
Nella gestione ordinaria i suoi compiti sono:
-
eleggere nel proprio ambito il Presidente e il Vice Presidente;
-
convocare l’Assemblea dei Soci;
-
predisporre gli atti da sottoporre all’Assemblea;
-
formalizzare le proposte per la gestione dell’Associazione;
-
elaborare il bilancio consuntivo che deve contenere le singole voci di spesa e di entrata
relative al periodo di un anno;
-
elaborare il bilancio preventivo che deve contenere, suddivise in singole voci, le previsioni
delle spese e delle entrate relative all’esercizio annuale successivo;
-
stabilire gli importi delle quote di ammissione e di adesione annuale dei soci: tali quote
possono variare ed essere ridotte nel caso di Soci aderenti anche alle Associazioni locali con
le quali l’Associazione ha attivato i rapporti di collaborazione previsti dall’art. 3, ultimo
paragrafo;
-
deliberare sull’ammissione dei soci;
-
deliberare sull’adesione dell’Associazione ad altro Organismo di carattere nazionale e/o
internazionale che possa rappresentare gli interessi dell’Associazione;
deliberare sul trasferimento della sede legale della Associazione e/o sulla istituzione di sedi
-
distaccate o uffici secondari
deliberare su atti e contratti, assumere e licenziare il personale, fissandone la retribuzione e
-
le mansioni;
deliberare sull’eventuale incarico di Direttore
-
affidare ad uno o più Consiglieri o dipendenti congiuntamente o disgiuntamente, a tempo
-
determinato o fino a revoca, incarichi e poteri per la trattazione di singole incombenze,
determinandone i compiti e gli eventuali compensi e/o rimborsi;
.
Art. 11 - Il Presidente del Consiglio Direttivo
Il Presidente del Consiglio Direttivo è il legale rappresentante dell'Associazione.
A lui spetta la firma e la rappresentanza di fronte a terzi e in giudizio, resta in carica per la durata
del Consiglio Direttivo ed è rieleggibile per un massimo di 3 (tre) mandati consecutivi .
Assume le iniziative necessarie per la realizzazione del programma definito dal Consiglio Direttivo
e dell'Assemblea dei Soci, nonché le iniziative autonome che in casi di urgenza si rivelassero
necessarie.
Di queste ultime iniziative verranno immediatamente informati gli altri membri del Consiglio
Direttivo, cui spetta, nella prima riunione successiva, la valutazione e la ratifica di quanto assunto
dal Presidente.
Il Presidente convoca e presiede il Consiglio Direttivo e sottoscrive tutti gli atti amministrativi
compiuti dall’Associazione; può aprire e chiudere conti correnti bancari e postali, in ottemperanza
alle relative deliberazioni del Comitato Direttivo, e procedere agli incassi.
In caso di assenza od impedimento del Presidente, la rappresentanza e la firma spettano al Vice
Presidente.
Il Presidente può delegare, per la rappresentanza dell'Associazione presso terzi, il Vice Presidente o
altri membri del Consiglio di Amministrazione, in funzione delle specifiche capacità che il ruolo da
ricoprire richiede.
Art. 12 - Il Collegio dei Revisori dei Conti
Il Collegio dei Revisori dei Conti è un organo composto di tre membri, nominati dall’Assemblea
dei soci, tra persone esperte di amministrazione, sciegliendole anche tra i non soci; essi durano in
carica 3 (tre) anni e sono rieleggibili.
La carica di membro del Collegio dei Revisori dei Conti è incompatibile con quella di membro del
Consiglio Direttivo e del Collegio dei Probiviri.
Il Collegio è presieduto dal Presidente, eletto a maggioranza fra i suoi componenti.
Il Collegio avrà il compito di controllare la gestione amministrativa dell’Associazione, vigilare
sull’osservanza della legge e dello statuto ed accertare la regolare tenuta della contabilità sociale
Il controllo sulla gestione avverrà trimestralmente. Di ciascuna riunione dovrà redigersi apposito
verbale nel quale annotare i risultati del controllo
Alla fine di ciascun esercizio, i revisori predisporranno un’apposita relazione ai bilanci.
Per l’esercizio delle suddette funzioni, pertanto, i revisori avranno accesso, in qualsiasi momento,
agli atti amministrativi dell’Associazione, ne controllano la regolarità e possono assistere alle
riunioni del Consiglio Direttivo.
Art. 13 - Il Collegio dei Probiviri
Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri, nominati dall’Assemblea anche tra i non soci,
che durano in carica 3 (tre) anni e sono rieleggibili.
La carica di membro del Collegio dei Probiviri è incompatibile con quella di membro del Consiglio
Direttivo e del Collegio dei Revisori dei Conti.
E’ di competenza dei Probiviri la risoluzione delle controversie sorte tra i Soci, l’Associazione e
organi della stessa, circa l’applicazione delle sanzioni, l’interpretazione dello Statuto, dei
regolamenti, delle delibere sociali e concernenti comunque i rapporti sociali.
Qualunque controversia o vertenza che sorga nell’ambito dell’attività dell’Associazione, sarà
sottoposta all’esame del Collegio dei Probiviri, il quale pronuncerà le sue decisioni secondo equità e
senza formalità di procedura.
Art. 14 – Gratuità delle cariche
Tutte le cariche menzionate nel presente statuto sono gratuite salvo il rimborso delle spese
debitamente documentate sostenute in nome e per conto dell’Associazione e/o per l’assolvimento di
uno specifico incarico, ove preventivamente autorizzate dal Consiglio Direttivo.
Con deliberazione dell’Assemblea Generale dei Soci possono eventualmente essere decisi compensi
per l’attività del Presidente e dei Revisori dei conti. Gli emolumenti individuali, eventualmente
corrisposti, non potranno comunque essere superiori a quelli riconosciuti al presidente del collegio
sindacale di una società per azioni, in analogia a quanto previsto dall’art. 10, comma 6 lett. C) del
D. Lgs. 460/1997.

PARTE TERZA

Art. 15 - Il Patrimonio
Il patrimonio dell'Associazione, indivisibile, è costituito:
- dalle quote di ammissione
- dalle quote associative;
- dai contributi dello Stato e degli Enti Pubblici e Privati;
- dai rimborsi derivanti da convenzioni e/o servizi destinati ai Soci;
- dai proventi derivanti da prestazioni commerciali marginali rese a terzi;
- dai beni immobili e mobili acquistati o pervenuti a qualsiasi titolo;
- da eventuali contribuzioni straordinarie, donazioni o lasciti, provenienti anche da non soci;
- da tutto quant'altro, ancorché qui non espressamente specificato, entri nella disponibilità
dell'Associazione.
L'Associazione può acquistare, vendere, permutare beni mobili ed immobili, atti a migliorare il
conseguimento dei fini statutari, può dotarsi di strutture e mezzi tecnici necessari a promuovere
l'attività dei Soci.
In via accessoria, ausiliaria, secondaria e comunque marginale può eventualmente svolgere attività
commerciali nell’ambito delle azioni finalizzate al raggiungimento degli scopi sociali.
L'Associazione può accettare sponsorizzazioni, richiedere finanziamenti, nel limite massimo
stabilito da apposita delibera assembleare, aderire a Consorzi tra Enti e Associazioni mantenendo la
piena autonomia decisionale ed organizzativa, può ricorrere ad abbinamenti pubblicitari per il
sostegno finanziario delle finalità statutarie e per la copertura dei costi della realizzazione di
iniziative istituzionali.
Eventuali utili conseguiti da servizi o prestazioni rese dai Soci, non possono in alcun modo generare
dividendo tra gli stessi, ma dovranno essere utilizzati per il raggiungimento delle finalità sociali.
E’ comunque fatto divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché
fondi di riserva o capitale durante la vita dell'Associazione, salvo che la destinazione o la
distribuzione non siano imposte dalla legge.
L'Associazione, ai fini fiscali deve considerarsi ente non commerciale.
Art. 16 - Esercizio Sociale e Finanziario
L'esercizio sociale e finanziario coincide con l'anno solare e va dal primo gennaio al trentuno
dicembre di ogni anno.
Il rendiconto economico deve informare circa la situazione economica e finanziaria
dell'Associazione, con separata indicazione dell'attività commerciale eventualmente posta in essere
accanto alle attività istituzionali.
Entro tre mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale il Consiglio Direttivo deve predisporre il
bilancio da presentare all’Assemblea dei Soci.
Il bilancio deve essere approvato dall’Assemblea dei Soci entro quattro mesi dalla chiusura
dell’esercizio.
Art 17 - Libri sociali e registri contabili
I libri sociali ed i registri contabili essenziali che l'Associazione deve tenere sono:
a) il libro dei soci;
b) il libro dei verbali e delle deliberazioni dell'Assemblea;
c) il libro dei verbali e delle deliberazioni del Consiglio Direttivo.
L'impianto contabile sarà dimensionato alle necessità amministrative e di controllo insorgenti
nell'ambito dell'organizzazione.
In ipotesi di esercizio di attività commerciale la contabilità dell’Associazione verrà uniformata alle
disposizioni del legislatore fiscale.
Art. 18 - Regolamento Interno
Per quanto non previsto dal presente Statuto, qualora se ne ravvisi la necessità, potrà essere redatto
un regolamento interno a cura del Consiglio Direttivo previa ratifica dell'Assemblea generale dei
Soci.
Art. 19 - Scioglimento dell'Associazione
La decisione di scioglimento dell'Associazione potrà essere presa dalla maggioranza di almeno tre
quarti dei soci in apposita Assemblea Straordinaria, convocata e valida a deliberare secondo quanto
disposto dall’art. 7.
L'Assemblea determinerà le modalità della liquidazione, procedendo alla nomina di un liquidatore,
scegliendolo fra i soci e determinandone i poteri.
In caso di scioglimento, è fatto obbligo di devolvere il patrimonio residuo dell’Associazione,
dedotte le passività, ad altra Associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito
l'organismo di controllo di cui all'art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e salvo
diversa destinazione imposta dalla legge.
Art. 20 - Disposizioni Finali
Il presente Statuto strutturato in tre parti per complessivi 21 articoli è integralmente accettato dai
Soci, unitamente ai regolamenti e alle deliberazioni che saranno integralmente rispettate.
Art. 21 – Rinvio
Per quanto non previsto dal presente Statuto si fa riferimento alle norme del Codice Civile, e alle
disposizioni delle altre Leggi vigenti in materia.

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