Miele, bambini, botulismo

pancakes 2139844 960 720ll miele, considerato a lungo il cibo degli Dei, è conosciuto dai popoli sin dalla notte dei tempi, sia come nutrimento che per i suoi numerosissimi utilizzi. In India viene usato da 4.000 anni per le sue proprietà curative; gli Egizi lo impiegavano per cicatrizzare piaghe e ferite, conservare alimenti e curare persino alcune malattie; i Romani lo mettevano dappertutto, perfino nel vino, mentre i Greci lo consideravano un elisir di lunga vita. Le proprietà nutrizionali e terapeutiche del miele sono quindi note fin dall’antichità.

C’è però un interrogativo che aleggia sempre più frequentemente su questo alimento e sembra possa portare a limitarne il consumo: il miele può causare il botulismo? Proviamo a fare un po’ di chiarezza su questo argomento.

 

Che cos'è il botulismo?

Il botulismo è una grave intossicazione alimentare provocata da una neurotossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum (più raramente da Clostridium baratii e Clostridium butyricum), che provoca disturbi gastrointestinali e quadri neurologici di paralisi che possono portare alla morte.

La prima descrizione del botulismo risale al 1817 ad opera del medico tedesco J. Kerner, ma fu E. Van Ermengem che, in seguito ad un’epidemia di infezione alimentare in Belgio, isolò per la prima volta il batterio nel 1897.

I clostridi che producono tossine botuliniche sono dei microrganismi sporigeni, anaerobi (che non necessitano di ossigeno per sopravvivere), diversi tra loro ma tutti con la capacità di produrre la neurotossina,una delle sostanze più tossiche per l’uomo ad oggi conosciuta.

Questi batteri sono molto diffusi nell’ambiente sotto forma di spore; si trovano naturalmente nella polvere, nel suolo, nei sedimenti, nell’acqua e persino sui fiori. Quando sono in forma di spora non sono pericolosi ma possono diventarlo se, in particolari condizioni ambientali, si trasformano in cellule vegetative (è in questo stadio che producono e rilasciano la neurotossina). Si possono distinguere diverse forme di botulismo a seconda o della via di esposizione oppure della sede di produzione della tossina: il botulismo alimentare, il botulismo infettivo, i lbotulismo intestinale e il botulismo iatrogeno.

Il botulismo iatrogeno è dovuto ad un errato uso della tossina per scopi terapeutici o cosmetici; il botulismo infettivo si presenta quando la tossina è prodotta da una ferita infetta dal Clostridium botulinum; la forma intestinale (che può colpire sia il neonato che l'adulto) è dovuta all'ingestione di cibo contaminato dalle spore che, una volta nell'apparato gastroenterico, tornano allo stato vegetativo e producono la tossina.

Nella maggior parte dei casi l'intossicazione si ha in quanto vengono ingeriti alimenti contenenti la neurotossina preformata, è questo il caso delbotulismo alimentare.

In genere i primi sintomi si manifestano dopo 18–48 ore, ma il periodo di incubazione può essere anche più lungo (fino a 10 giorni). A seconda della quantità e del tipo di tossina botulinica assunta la malattia risulta essere più o meno grave. Va comunque specificato che il tasso di mortalità di questa malattia è stato notevolmente ridotto negli ultimi anni (siamo intorno al 3-5% attualmente).

In Italia si registrano in media 20-30 casi di botulismo ogni anno, uno dei tassi più alti d’Europa. Spesso si tratta di focolai che coinvolgono interi nuclei famigliari. Le zone del Bel Paese più colpite sono quelle del centro e del sud, inparticolare il Lazio, la Campania, la Puglia, la Calabria e la Sicilia. Nella maggior parte dei casi sembra che le intossicazioni siano dovute al consumo di conserve prodotte in ambito domestico, senza rispettare le dovute regole igieniche; nelle conserve le spore sopravvivono alla sterilizzazione, se non effettuata correttamente, e trovano le condizioni ideali pertrasformarsi nella forma vegetativa (cioè anaerobiosi, pH tra 4.6 e e una temperatura tra i 18 e i 25°C).

 

Botulismo e miele

E cosa centra tutto questo con il miele?

Le api, con la loro attività, si posanosuvariesuperficieposso- no quindi entrare in contatto con le spore di botulinopresenti nell’ambiente; queste, a volte, si possono quindi ritrovare nel miele.

In realtà questo non è un problema poiché, data l’elevata concentrazione di zuccheri e il basso pH del miele, le spore non riescono a “germinare” e non si trasformano,diconseguenza, in cellule vegetative (sono infatti solo quest’ultime che producono la tossina). Ricerche effettuate in vari paesi su campioni di miele hanno evidenziato, inoltre, la presenza di spore solo nel 2-7 % dei campioni, con variazioni notevoli a seconda dell’area geografica di provenienza e sempre con cariche sporigene molto basse. Ecco perché il miele non è da considerarsi un alimento a rischio.

C’è comunque un MA…

Come segnalato precedentemente, nel miele possono essere presenti spore e questo può rappresentare un rischio per i bambini di età inferiore ai 12 mesi perché potrebbe manifestarsi quello che viene definito botulismo infantile.

Il botulismo infantile è una malattia rara, riconosciuta in California per la prima volta nel 1976, che colpisce i bambini al di sotto dell’anno di età. In questo periodo la flora intestinale è ancora immatura e potrebbe non essere in grado di contrastare naturalmente lo sviluppo delle spore a cui siamo continuamente esposti. Nei neonati le spore possono quindi germinare, moltiplicarsi, colonizzare il lume intestinale e produrre in situ la neurotossina che in seguito viene assorbita dalla mucosa dell’intestino e, attraverso il sistema linfatico e sanguigno, si diffonde nell’organismo.

In conclusione, se è sconsigliata la somministrazione di miele ai bambini al di sotto dei 12 mesi d'età, se ne consiglia l’assunzione regolare e frequente dopo l’anno!

 

Debora Sala

 

FONTI

Linee guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico, Centro Nazionale di Riferimento per il Botulismo

Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare, Istituto Superiore di Sanità.

Il botulismo infantile di Lucia Fenicia (Centro Nazionale di Riferimento per il Botulismo Cnrb, Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare, Istituto Superiore di Sanità, Roma) e Pasquale Di Pietro (Dipartimento di Emergenza e Accettazione Pediatrico, Ospedale Gaslini,Genova;Società Italiana di Pediatria).

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