Un inizio di stagione molto complicato

tree 838666 960 720Un inizio veramente difficile per gli apicoltori della regione con il millefiori primaverile che praticamente non è stato fatto e la robinia che rimane un punto interrogativo. Il ciliegio, fiorito con leggero anticipo e povero di nettare non ha dato nulla e il tarassaco ha reso qualcosa solo in poche zone, in coincidenza di un insieme di condizioni atmosferiche favorevoli verificatesi in limitate zone a sud-est di Milano, del cremonese e del lodigiano,

dove però qualche apicoltore, vista la condizione delle famiglie (molto popolose e con scarse scorte) ha preferito lasciare il miele alle api. In molti casi infatti si è dovuto nutrire artificialmente per evitare morie per fame e chi è intervenuto in ritardo, o non è del tutto intervenuto, ha dovuto subire qualche perdita.

Per la Robinia si prevedeva un’anticipazione della fioritura che però, in seguito all’andamento climatico altalenante, non si è verificato. Le piante hanno cominciato a sbiancare nelle zone di bassa pianura intorno al 25 aprile ma, a causa delle basse temperature del mattino e del vento secco pomeridiano, le api hanno cominciato a raccogliere qualcosa (2-3 kg) solo negli ultimi giorni e raramente portando a melario. Nelle zone collinari dove la robinia è appena o non è ancora fiorita è necessario ancora prestare attenzione allo stato delle scorte.

Le famiglie, vista la scarsità dei raccolti risultano spesso essere in uno stadio critico a causa dell’elevato consumo richiesto per la sopravvivenza dell’alveare. Le poche scorte messe nel nido e il poco miele raccolto nel melario vengono precocemente consumati per la sopravvivenza della famiglia stessa, e il prolungarsi di queste condizioni ambientali sfavorevoli rischiano di portare alla fame e compromettere alcuni se non tutti gli alveari dell’apiario. Chi non ha ancora posato i melari si chiede se sia il caso di farlo viste le previsioni climatiche sfavorevoli dei prossimi giorni, che indicano forti cali delle temperature, piogge e vento.

Si consiglia a tutti gli apicoltori di continuare a monitorare lo stato nutrizionale degli alveari e se necessario intervenire con nutrizione di emergenza per tamponare e cercare superare al meglio questo periodo negativo.

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